
No, nemmeno io sono un titolista. Prendere titoli dai testi delle canzoni è una cosa che mi vedrete fare spesso, sempre che la mia ispirazione non mi suggerisca di meglio e, visto il titolo del precedente post, sarà difficile.
Ovviamente i miei studi giusprivatistici non mi consentono di dedicare molto tempo all'aggiornamento e alla lettura/scrittura dei commenti. Ed io che ho deciso di aprire questo blog nel mezzo della sessione invernale...
Ma non sono comunque mancati momenti degni di nota. Ad esempio, domenica sera, insieme a Jacopo e ai fratelli Livio e Flavio Cacchione, i quali ho avuto il piacere di rivedere dopo molto tempo, abbiamo visto il tanto acclamato Avatar all'Adriano in Piazza Cavour. Complessivamente siamo rimasti abbastanza compiaciuti anche se, almeno nel mio caso, non così strabiliati. La mia conclusione è che questo film debba restare unico nel suo genere. Per spiegarmi meglio: farne un seguito lo distruggerebbe. Ed a proposito, dopo la visione, ci divertivamo ad immaginare i modi in cui, forse probabilmente, questo colossal potrebbe essere, o sarà dissacrato. Pensavamo ad esempio alla trama di un ipotetico sequel, in cui gli eroi del primo capitolo avrebbero dovuto vedersela con gli eventi più assurdi, come la minaccia di invasione da parte di una nuova specie aliena, oppure immaginavamo che i protagonisti avessero creato una famiglia con tanto di figlio sognatore e imprudente, che si caccia nei guai peggiori, rischiando stupidamente la vita, come nella più banale tradizione. Per non parlare della possibile creazione du una serie animata in cui il personaggio principale si serve in ogni puntata del suo avatar per affrontare le minacce provenienti dal nemico, i cui piani, nello stile delle più puerili storie di supereroi, diventano sempre più malefici episodio dopo episodio. Comunque guardare un film in 3D è devastante per la vista.
Parlando d'altro, mi è piaciuto molto il post del Rocca, che credo abbia centrato in pieno qual è l'origine delle discriminazioni religiose e razziali in genere: l'ignoranza verso la cultura e le usanze altrui, grave piaga della nostra società. Giusto un po' di tempo fa rivedevo la nauseante scena del Burghez che spruzzava disinfettante in uno scompartimento di un treno su cui viaggiavano delle nigeriane. Grazie Mattè.
Infine, per rispondere ai commenti della volta scorsa: Luigi, ti stupirà, ma Cuori in Atlantide mi manca. Provvederò a compensare il più presto possibile. Ringrazio Valeria e per il sostegno e per la richiesta di amicizia su feisbùc (è banale, ma mi piace scriverlo così).
Ma vi immaginate quando, ovviamente all'improvviso, uno di noi leggerà "hai 1 richiesta di amicizia" e andando a vedere troverà Luigi Calisi? Pura utopia, ma pensateci...probabilmente quel giorno il mondo finirà.
Andare al cinema con i fratelli Cacchione non ha prezzo... Io un anno fa andai al cinema con Livio e vedemmo "Max Payne", proprio all'Adriano.
RispondiEliminaGuarda, ti avviso: "Cuori in Atlantide" esula un po' dal genere thriller. Anzi, esula decisamente. Ti consiglio di informarti prima sulla trama, vedere se ti attira, e poi decidere se comprarlo o no.
Oh, il finale di questo post mi fa morire. Ti giuro sto ridendo da quando l'ho letto: la scena che immagini è davvero esilarante. Riesco proprio a vedere le vostre facce stupite.
Magari un giorno lo faccio.
Ma anche no.
Cmq questo post è scritto bene secondo me (mio personale giudizio di valore)
il finale di sto post m'à fatto piegà pure a me.
RispondiEliminacmq l'ignoranza c'è sempre stata. è assurdo che ci sia oggi, qui e adesso, nella cultura che si ritiene la più avanzata e che ha scoperto la ragione più di duecento anni fa (dopo averla scoperta anche in precedenza)
Quando Jacopo mi ha citato le tue parole:"Sto film pe ammazzallo je devi fa' un sequel" ho riso per un quarto d'ora giuro.Comunque cuori in atlantide è un gran bel libro in particolare la seconda parte te lo consiglio anch'io.
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