Gli incontri tra Luigi il Calisi, chiunque altro della cerchia dei blogger e me sono talmente rari che ogni volta che ricorrono valgono un post. Due sere fa ci trovavamo in zona San Lorenzo io e il suddetto Calisi, per cenare al ristorante "La Tana Sarda". Peccato per le assenze di Valeria, perché in partenza verso Terracina, e Jacopo, il quale mi comunica via SMS che non potrà esserci, invitandomi contemporaneamente a pranzare al 45 giri (locale che funge da mensa per la Terza Università di Roma), appuntamento che anche io inevitabilmente mancherò, essendo dalla parte opposta della città (non ho neppure risposto al messaggio, prego perciò Jacopo di scusarmi, ma mi sono trovato senza credito da un giorno all'altro). In ogni caso spero di vedere presto anche loro. Tornando al racconto della serata; passo a prendere Luigi, che sostiene di essersi presentato con mezz'ora di anticipo, a Piazza Galeno, fermata metro Policlinico, per arrivare a San Lorenzo, dove parcheggio su strisce blu a un chilometro di distanza dal parcometro più vicino. Paghiamo (nonostante l'amico, forte delle sue origini, cerchi di dissuadermi facendomi notare che diverse vetture non avevano effettuato il pagamento) e ci dirigiamo a piedi verso il ristorante sardo, nonostante la leggera pioggia. Occorre premettere che io, che c'ero stato poco più di un anno prima e lo ricordavo come un posto di qualità e soprattutto particolarmente economico, illudo entrambi di poter consumare un buon pasto spendendo una cifra risibile. Ma qualcosa va storto. Entriamo; il locale è suggestivo e l'atmosfera è familiare, prendiamo subito posto anche a causa della scarsa affluenza infrasettimanale. Ci vengono consegnati i menù ed ecco che si consuma il dramma. Osserviamo sconcertati i prezzi, le nostre precedenti illusioni crollano sotto le mazzate inferte dal listino. Luigi impallidisce e il panico si impadronisce di lui, mentre io, spiazzato, cerco disperatamente di spiegarmi perché i prezzi siano più alti di quanto ricordassi, non trovando nessun motivo valido. Ma ormai siamo dentro e abbiamo già ordinato da bere, perciò ci facciamo coraggio e decidiamo di prendere due primi e due secondi. C'è da dire che il primo, uguale per tutti e due, consistente in un misto di gnocchetti sardi alla salsiccia e ravioli al basilico con sugo di carne è ottimo e vale tutto il prezzo; non si può dire lo stesso per i secondi, maiale arrosto per Luigi e cinghiale alla sarda in umido per me, nulla di eccezionale. Durante la cena si conversa del più e del meno, si parla di un nostro noto amico pianista e ci si chiede cosa faccia nella vita. Inoltre sia io che l'amico Calisi commettiamo un paio di gaffe enormi: io richiamo la cameriera perché ci porti del pane, necessario per accompagnare la seconda portata, ignorando che era già impegnata a servire altre persone e lei me lo fa giustamente notare; Luigi, invece, esprime ad alta voce il suo disappunto verso la scelta di Valerio Scanu come sottofondo musicale, dimenticandone la popolarità in Sardegna, regione di cui il giovane cantante è originario. Alla fine arriva il conto e constatiamo con piacere che non è eccessivamente salato, ma è onesto e proporzionato alle nostre ordinazioni. Usciamo complessivamente soddisfatti e, in auto, ci dirigiamo verso la gelateria Fassi presso piazza Vittorio Emanuele. Durante il tragitto in macchina ascoltiamo Rete Sport, radio che sta dalla parte giusta, ovviamente giallorossa. Qui seguirà un breve excursus. La trasmissione principale della radio è condotta da due radiocronisti romanisti, Alessandro Paglia e Dario Bersani, che rispondono in diretta a telefonate di vari tifosi principalmente della Roma, ma non solo. In proposito, c'è una conversazione spassosa che voglio ricordare: un giorno l'argomento di una telefonata era il titolare di un punto vendita di biglietti dello stadio, una tabaccheria in zona Casal de'Pazzi, nella periferia nord-est di Roma, persona il cui aspetto fisico non sembrava propriamente bello. L'ascoltatore che aveva telefonato raccontava di un suo amico che si era rivolto al negoziante in questione in questo modo: "Che me dai un pacchetto de sigarette e 'na maschera come quella che c'hai tu?". Ci avevo riso sopra per mezz'ora. Ma tornado a noi, la serata si conclude con il gelato del suddetto Fassi, che almeno a Roma non ha eguali e con la solita corsa ai mezzi di Luigi, resa più frenetica dalla pioggia che cominciava ad aumentare. Possiamo dire però di essere stati bene, dai. A quando la prossima, magari anche con gli altri?
Ieri sera invece, dopo un'intensa giornata di studio, mi reco insieme a Mario al cinema Quattro Fontane. Avevamo deciso del tutto casualmente di andare a vedere il documentario "Draquila" di Sabina Guzzanti , non trovando nulla di meglio. Ecco che ci troviamo inconsapevolmente alla prima del film, con la Guzzanti che presenta brevemente e, durante la proiezione siede quasi tutto il tempo accanto a noi, che occupavamo i posti laterali nella seconda fila (guardare un film da quella posizione è orribile). Il documentario è realizzato in maniera stupefacente, montato in maniera magistrale: è impietoso, approfondito e fortemente critico verso il governo e la protezione civile, come previsto, praticamente ai livelli di Michael Moore. Quanto alla Guzzanti, sebbene sia molto brava, a pelle sembra snob e antipatica, non ne ho avuto una buona impressione. Comunque guardare un film con chi lo ha ideato accanto è una sensazione strana, non mi era mai capitato prima.
Quello del documentario/inchiesta poi è un bel genere cinematografico e sta prendendo piede ora più che mai. Questi film hanno la capacità dirompente di mandare in subbuglio l'opinione pubblica e attirare i riflettori internazionali su di sé.
Io personalmente, li apprezzo e, oltre ad essere una valida alternativa quando si è indecisi su cosa vedere, tutti quelli che ho visto sono coinvolgenti allo stesso modo.
Ridendo e scherzando, questo è il post più lungo che ho scritto fino ad ora.
Spero abbiate avuto la pazienza di leggerlo integralmente e in questo caso vi ringrazio...Alla prossima!
Persino Milano può essere low cost
12 anni fa



