sabato 8 maggio 2010

Cronache recenti

Gli incontri tra Luigi il Calisi, chiunque altro della cerchia dei blogger e me sono talmente rari che ogni volta che ricorrono valgono un post. Due sere fa ci trovavamo in zona San Lorenzo io e il suddetto Calisi, per cenare al ristorante "La Tana Sarda". Peccato per le assenze di Valeria, perché in partenza verso Terracina, e Jacopo, il quale mi comunica via SMS che non potrà esserci, invitandomi contemporaneamente a pranzare al 45 giri (locale che funge da mensa per la Terza Università di Roma), appuntamento che anche io inevitabilmente mancherò, essendo dalla parte opposta della città (non ho neppure risposto al messaggio, prego perciò Jacopo di scusarmi, ma mi sono trovato senza credito da un giorno all'altro). In ogni caso spero di vedere presto anche loro. Tornando al racconto della serata; passo a prendere Luigi, che sostiene di essersi presentato con mezz'ora di anticipo, a Piazza Galeno, fermata metro Policlinico, per arrivare a San Lorenzo, dove parcheggio su strisce blu a un chilometro di distanza dal parcometro più vicino. Paghiamo (nonostante l'amico, forte delle sue origini, cerchi di dissuadermi facendomi notare che diverse vetture non avevano effettuato il pagamento) e ci dirigiamo a piedi verso il ristorante sardo, nonostante la leggera pioggia. Occorre premettere che io, che c'ero stato poco più di un anno prima e lo ricordavo come un posto di qualità e soprattutto particolarmente economico, illudo entrambi di poter consumare un buon pasto spendendo una cifra risibile. Ma qualcosa va storto. Entriamo; il locale è suggestivo e l'atmosfera è familiare, prendiamo subito posto anche a causa della scarsa affluenza infrasettimanale. Ci vengono consegnati i menù ed ecco che si consuma il dramma. Osserviamo sconcertati i prezzi, le nostre precedenti illusioni crollano sotto le mazzate inferte dal listino. Luigi impallidisce e il panico si impadronisce di lui, mentre io, spiazzato, cerco disperatamente di spiegarmi perché i prezzi siano più alti di quanto ricordassi, non trovando nessun motivo valido. Ma ormai siamo dentro e abbiamo già ordinato da bere, perciò ci facciamo coraggio e decidiamo di prendere due primi e due secondi. C'è da dire che il primo, uguale per tutti e due, consistente in un misto di gnocchetti sardi alla salsiccia e ravioli al basilico con sugo di carne è ottimo e vale tutto il prezzo; non si può dire lo stesso per i secondi, maiale arrosto per Luigi e cinghiale alla sarda in umido per me, nulla di eccezionale. Durante la cena si conversa del più e del meno, si parla di un nostro noto amico pianista e ci si chiede cosa faccia nella vita. Inoltre sia io che l'amico Calisi commettiamo un paio di gaffe enormi: io richiamo la cameriera perché ci porti del pane, necessario per accompagnare la seconda portata, ignorando che era già impegnata a servire altre persone e lei me lo fa giustamente notare; Luigi, invece, esprime ad alta voce il suo disappunto verso la scelta di Valerio Scanu come sottofondo musicale, dimenticandone la popolarità in Sardegna, regione di cui il giovane cantante è originario. Alla fine arriva il conto e constatiamo con piacere che non è eccessivamente salato, ma è onesto e proporzionato alle nostre ordinazioni. Usciamo complessivamente soddisfatti e, in auto, ci dirigiamo verso la gelateria Fassi presso piazza Vittorio Emanuele. Durante il tragitto in macchina ascoltiamo Rete Sport, radio che sta dalla parte giusta, ovviamente giallorossa. Qui seguirà un breve excursus. La trasmissione principale della radio è condotta da due radiocronisti romanisti, Alessandro Paglia e Dario Bersani, che rispondono in diretta a telefonate di vari tifosi principalmente della Roma, ma non solo. In proposito, c'è una conversazione spassosa che voglio ricordare: un giorno l'argomento di una telefonata era il titolare di un punto vendita di biglietti dello stadio, una tabaccheria in zona Casal de'Pazzi, nella periferia nord-est di Roma, persona il cui aspetto fisico non sembrava propriamente bello. L'ascoltatore che aveva telefonato raccontava di un suo amico che si era rivolto al negoziante in questione in questo modo: "Che me dai un pacchetto de sigarette e 'na maschera come quella che c'hai tu?". Ci avevo riso sopra per mezz'ora. Ma tornado a noi, la serata si conclude con il gelato del suddetto Fassi, che almeno a Roma non ha eguali e con la solita corsa ai mezzi di Luigi, resa più frenetica dalla pioggia che cominciava ad aumentare. Possiamo dire però di essere stati bene, dai. A quando la prossima, magari anche con gli altri?

Ieri sera invece, dopo un'intensa giornata di studio, mi reco insieme a Mario al cinema Quattro Fontane. Avevamo deciso del tutto casualmente di andare a vedere il documentario "Draquila" di Sabina Guzzanti , non trovando nulla di meglio. Ecco che ci troviamo inconsapevolmente alla prima del film, con la Guzzanti che presenta brevemente e, durante la proiezione siede quasi tutto il tempo accanto a noi, che occupavamo i posti laterali nella seconda fila (guardare un film da quella posizione è orribile). Il documentario è realizzato in maniera stupefacente, montato in maniera magistrale: è impietoso, approfondito e fortemente critico verso il governo e la protezione civile, come previsto, praticamente ai livelli di Michael Moore. Quanto alla Guzzanti, sebbene sia molto brava, a pelle sembra snob e antipatica, non ne ho avuto una buona impressione. Comunque guardare un film con chi lo ha ideato accanto è una sensazione strana, non mi era mai capitato prima.
Quello del documentario/inchiesta poi è un bel genere cinematografico e sta prendendo piede ora più che mai. Questi film hanno la capacità dirompente di mandare in subbuglio l'opinione pubblica e attirare i riflettori internazionali su di sé.
Io personalmente, li apprezzo e, oltre ad essere una valida alternativa quando si è indecisi su cosa vedere, tutti quelli che ho visto sono coinvolgenti allo stesso modo.

Ridendo e scherzando, questo è il post più lungo che ho scritto fino ad ora.
Spero abbiate avuto la pazienza di leggerlo integralmente e in questo caso vi ringrazio...Alla prossima!

giovedì 22 aprile 2010

Mezzi pubblici, io vi amo ma vi odio però.

Ho letto da qualche parte, probabilmente su una rivista come National Geographic, di un sociologo che affermava la tendenza delle persone nelle metropoli a vivere ignorandosi. E' una considerazione semplice, che rasenta l'ovvietà, ma a pensarci bene è devastante, una secchiata gelida che ti leva il sonno dagli occhi. Egoisticamente penso a me; quante persone vedrò durante la giornata? Non credo di esagerare se dico centinaia. Sì, centinaia di cui non conosco il nome, la storia, gli interessi, cosa facciano per vivere; tutte cose che non avrei il tempo e forse nemmeno la voglia di sapere, nella corsa sfrenata per rispettare gli orari che scandiscono la mia esistenza. Per entrare nel concreto, tutto ciò si condensa nei miei viaggi su mezzi pubblici, dove il contatto con gli altri è sia visivo che, ahimè non sempre piacevolmente, fisico. In tanti anni di clientela ATAC quanti volti, quante conversazioni che mi hanno visto coinvolto e non, quanti sguardi e parole scambiate con estranei? E' bello che a distanza anche di anni ricordi cose che mi hanno colpito, episodi o argomenti di discussione di cui sono stato partecipe o spettatore. A rendere ancor più intensa questa mia esperienza quotidiana è stata l'entrata della metro b nella mia routine (questo post prende qui una piega che giustificherà pienamente ogni accusa di plagio/spin-off del post del Calisi). Perché poi, la metro ha tutta una sua metodologia, una sua struttura (e non mi riferisco solo al fatto che la maggior parte del suo tragitto sia sotterraneo) che rende unico viaggiarci, in pratica una sinergia tra l'autobus e il treno. La metro, nelle ore di punta, è l'espressione migliore, l'allegoria della frenesia e del dinamismo della quotidianità cittadina; migliaia di persone tutte insieme lanciate in velocità verso direzioni differenti, con soste di qualche manciata di secondi, nei quali la folla di estranei a cui ho fatto l'abitudine si mischia, shuffle, come una riproduzione casuale di brani, forse anche meglio. Qualche volta sale un mendicante o un artista di strada, che tenta di catturare l'attenzione di noi viaggiatori, che cerca di svegliarci dall'incombenza degli impegni giornalieri, la quale ci anestetizza o ci ubriaca; con me spesso ci riesce, e perciò gli sono grato. Ricordo che un giorno salì un uomo sulla trentina con una chitarra, esibendosi in cover di cantautori italiani, così come spesso incontro una signora di cui non conosco l'origine che spesso canta accompagnadosi con una base da karaoke. A loro vanno i miei più sinceri ringraziamenti.
Spesso il pensiero della destinazione ci condiziona, e non ci rendiamo conto di quello che ci offre il viaggio, o meglio di chi.
Non è una assolutamente una citazione illustre questa, ma di sicuro è efficace:
"Non importa cosa trovi alla fine della corsa, l'importante è quello che provi correndo".
Comunque non sono ancora arrivato ad osservare i graffiti fino a riconoscerli.
Ah, questo non c'entra con l'argomento, ma sento di doverlo dire, forse qualcuno lo troverà divertente: sembra che il mio account di fanta trade sia stato sospeso. Se il motivo è perché pensavo al gioco senza partecipare alla vita del forum e quindi non comunicavo con gli altri utenti, allora sono il primo a dire che è giustissimo, altrimenti proprio non me lo spiego.

P.S.riferito al precedente post: ho scritto della metro, a mio avviso una cosa che, per una volta, un capo e una coda ce li ha (vi prego, capitela e perdonatemi).

giovedì 8 aprile 2010

Sono scettico


Avete presente le autostrade tedesche, le larghe, perfettamente asfaltate e leggendarie Autobahn? Non sono solo un'infrastruttura da prendere come modello, sono la cosa che meglio di tutte rende l'idea della filosofia di vita del popolo tedesco; fai tutto quello che vuoi, ma nel rispetto più assoluto delle regole. Lo dimostra il fatto che, a parte in alcuni tratti, non ci sono limiti di velocità; quando però ci si trova in uno dei suddetti tratti, guai a non rispettare il limite. In proposito, è suggestivo vedere tutti, dico tutti, quelli lanciati ben oltre "la piotta e mezza" (i 150 km/h) rallentare prima di entrare nella parte in cui la velocità è limitata e scendere sotto i 90 all'ora in poco tempo, per poi sprintare di nuovo alla fine del tratto. Comunque, s'era capito, questa digressione me l'ha ispirata il post di Luigi su Berlino (t'è piaciuta l'Hauptbahnof, eh? Ma vogliamo parlà del Sony Center?) e l'inizio del gran premio. Per quanto riguarda me, ho trascorso a San Felice solo la domenica di Pasqua, giornata in cui ha piovuto e io sono stato colto da una delle crisi allergiche più brutte che ricordi negli ultimi anni. Non finisce qui: durante il viaggio di ritorno nell'Urbe con la mia famiglia, la sera seguente, abbiamo forato. Per cambiare la ruota ci siamo fermati nei pressi di una località che in seguito ho scoperto essere Lanuvio (se qualcuno sa qualcosa di questo posto, mi racconti, sono curioso), in una delle strade più buie di tutta Italia. Da quest'episodio ho imparato una cosa e vi do un consiglio spassionato: cercate di studiare dove e quali sono gli attrezzi nella vostra auto e cosa fare nel caso doveste bucare (e non ve lo auguro per niente); risparmierete molto, moltissimo tempo ed energie. Questo è il genere di momenti che, quando si vivono sembrano veramente drammatici, ma poi, ripensandoci, ci si ride sopra e mettono di buon umore. Vabbè, a parte le mie vacanze di Pasqua fantozziane, sono felice che sia cominciata la primavera: è un po' una mezza estate, io la vedo così, mi piacciono le giornate più lunghe e soleggiate, anche se questo significa rosicare il doppio quando piove. Ai miei amici pontini: scusate se non mi sono fatto vivo, ma per la pasquetta non avrei fatto in tempo a seguirvi. Comunque vi ho pensato spesso, anche se questo certamente non mi riscatta.
Ora lasciamo spazio alle solite considerazioni inutili di fine post: lo sapevate che la canzone "Ignudi fra i nudisti" è in realtà "Suspicious Minds" di Elvis Presley al contrario? Non pensavo che la genialtà degli Elii arrivasse a tanto. Quest'anno comunque sono entrato veramente in fissa con questo storico gruppo, c'è poco da fare. E ancora, sapete che "Donna ti voglio cantare" di Branduardi e "The March of the Swordmaster" dei Rhapsody condividono la stessa melodia? Ma questo mi sa che non è altrettanto interessante.
Riguardo al campionato di serie A, volevo commentare con uno scaramantico: "Tanto non succede, ma se succede..."
Ma quand'è che scriverò cose che abbiano capo e coda?

martedì 16 marzo 2010

First Commenter Award

Ho visto con piacere che questi giorni i blog hanno ripreso vita, evidentemente in questo periodo ci sentiamo tutti un po' più ispirati. Io scrivo in primis per bandire un'iniziativa che mi è venuta in mente e che il Calisi ha caldamente incoraggiato:

Il "First Commenter Award".
Voglio chiamare così questa competizione sostanzialmente inutile, ma che secondo me è un'occasione per indurre a leggere ed utilizzare i blog. In pratica, potrà fregiarsi del titolo di "First Commenter" colui che per primo avrà scritto più volte il primo commento ad ogni post pubblicato su un blog di questa cerchia. Ecco una bozza di regolamento:

1)Si ottiene un punto per ogni commento pubblicato per primo su ogni blog ad eccezione del proprio se se ne possiede uno.
2)Il contenuto del commento deve essere minimamente sensato e pertinente per scoraggiare il commento scritto tanto pe'scrive. Esempio; Luigi ha detto: Forza Napule oè!= NO
3)Il detentore del titolo è libero di aggiungere al proprio nome la dicitura *(nome del mese in inglese, che fa figo + genitivo sassone= March's, April's ecc.) First Commenter* e guadagnare così la stima o la compassione altrui.
4)Il premio sarà attribuito appunto a cadenza mensile, ognuno tiene il conto dei propri punti. Vista la terra di origine di alcuni potenziali partecipanti (vedi Luigi Calisi), avverto che sarà inutile cercare di falsare la classifica aggiungendosi punti, perché si possono ricontrollare facilmente. E poi, in fondo, chissenefotte, quest'ultima informazione era soprattutto un pretesto per rimarcare le origini partenopee dell'amico Calisi. Alla fine dell'anno, se vi va, si può anche istituire il premio annuale, ma non so se l'iniziativa sopravviverà così a lungo.
5)I primi commenti ai post scritti in questo mese sono validi per il titolo.

Naturalmente sono ammessi suggerimenti per renderlo migliore.

Per il resto:
Ho raggiunto la prima metà della classifica di Fanta Trade. Non male, contando che di borsa non ci capisco pressoché una mazza. Poi, l'esistenza della Claque mi ha sconvolto, più che altro per il ruolo mostruosamente importante che ha avuto nella storia del teatro; pensate che decretava il futuro successo o meno degli attori.
Sono stato felice inoltre, di rivedere il buon Calisi dopo tutto questo tempo, davvero. Ogni volta ci ammazziamo di risate, come regazzini, è vero!
Poco prima della serata ho scoperto che la metro b era bloccata a causa di un ordigno bellico rinvenuto e disinnescato solo quel pomeriggio. Significa che fino a sabato scorso rischiavo la mia vita quasi ogni giorno. Wow, entusiasmo puerile.

Alla prossima, ditemi poi che ne pensate...

venerdì 5 marzo 2010

Post principalmente polemico

Certo che è strano, ora che in teoria avrei la possibilità di aggiornare più spesso e più facilmente, non ho abbastanza ispirazione. Questo intervento sicuramente non dirà niente di significativo; sarà un post di transizione, in attesa che mi venga in mente qualcosa che valga veramente la pena di scrivere, principalmente perché mi scoccia non aggiornare per troppo tempo. Per riempire queste righe sfogherò il mio dissenso verso alcune cose. Punto primo: ma è mai possibile che ogni volta che vado su you tube, soprattutto quando voglio ascoltare musica, finisco inevitabilmente per leggere discussioni insulse su chi è meglio di chi, cosa è più bello di cosa, so' mejo io e via dicendo? Che poi esprimere un parere contrario o è più che legittimo, ma perché bisogna sempre degenerare in un vortice di insulti morali/religiosi/razziali e compagnia bella ed esaltazioni delle prestazioni sessuali dei reciproci genitori? Lo so, potrei fregarmene benissimo, nessuno mi obbliga a leggere i commenti, ma, per come sono io, a queste cose non posso non fare caso. Voglio dire, mi passa pure la voglia di andarci su you tube. Ma vabbè, viva in ogni caso la libertà di espressione. Punto secondo: non fa in tempo a finire un programma/monnezza che subito ne comincia un altro, vedi Isola dei famosi, che ha esordito cor botto per via della tragedia che si è sfiorata. Luca Ward m'è calato vertiginosamente, l'ho sempre ritenuto un grande doppiatore. Unica nota positiva è la presenza di Davide di "In forma con Davide" (di cui consiglio a tutti la visione sul sito di flopTV), divertente prototipo del palestrato lazialcoatto (carino come aggettivo, no?). Punto terzo: anche se ormai è passato un po' di tempo, io non posso non parlare del trio Pupo-Filiberto-Canonici. Ora, lasciando perdere tutto il dibattito ideologico che c'è stato, oggettivamente, in una "manifestazione artistica", che c'entrano? Cioè, sono fuori luogo anche a Sanremo. Un personaggio televisivo di altri tempi, un monarca showman ed un tenore (unico "vero musicista" tra i tre) che si è stroncato la carriera? Ma a 'sto punto, se ci mettevamo Al Bano, Luxuria e Allevi, non era lo stesso? Boh, in ogni caso ci hanno strappato un po' di risate, almeno questo bisogna riconoscerlo. Fine dello sfogo.
In origine il titolo di questo post doveva essere "Probabilmente non imparerete nulla sugli Sghorbit"(citazione necessaria) per sottolineare l'inutilità dei contenuti. Ah, ho cominciato a giocare online a Fanta Trade, una simulazione di investimenti in borsa. La mia malattia è molto grave. Comunque la Fiat in Germania va da paura.

sabato 13 febbraio 2010

Io voglio ammaestrare il doloreeee!!!



Dopo averlo citato nel post precedente, mi sembrava giusto dedicare un po' di spazio a questa mitologica figura, tristemente diventata icona trash, che è Benson. L'immagine che vedete è nientemeno che la copertina dell'album contente l'omonima traccia "Madre Tortura" (altresì detta "Madre Paruccaaaa" dai fan più accaniti), la quale, nonostante il messaggio palesemente anticlericale, è a mio avviso un pezzo di tutto rispetto, di cui consiglio l'ascolto a proprio rischio. Tuttavia, l'attuale condizione di Richard, oramai zimbello delle folle, fa riflettere su quanto talento si spreca a beneficio della bassezza del mondo dello spettacolo. Ma gli approfondimenti su questo personaggio li lascio alla vostra curiosità, visto che la rete è piena di informazioni a riguardo. Per il resto, che dire, c'è cascato pure Bertolaso. Sembrerò ingenuo, ma non l'avrei mai detto. Che poi, diamo a Cesare quel che è di Cesare, qui a Roma, ai tempi della piena del Tevere, cioè poco più di un anno fa, il suo lavoro lo aveva svolto anche piuttosto bene. A proposito, non so se voi ricordate i telegiornali di quel periodo. Per giorni facevano sfilare le stesse, grottesche immagini; video amatoriali in cui si assiste impotenti allo schianto dei barconi (trionfo dell'abusivismo) contro i ponti, monumentali e antichi ponti, il tutto condito dai commenti dei presenti, del tipo: "Ahooo! Mo senti 'r botto che sta a faa!", "Noo! Me se stanno a scaricà 'e pile proprio mo!", che rompevano un silenzio esterrefatto. Certo, solo noi potevamo trasformare un principio di calamità naturale in un'attrazione folcloristica. Cosa potevano corpi civili e norme di sicurezza contro la folla incuriosita, armata di cellulari e fotocamere? Mah. Comunque, sempre in tema di condizioni metereologiche, l'altro giorno ha nevicato. La cosa ha meravigliato molte persone. Io non posso dire lo stesso, visto che nel periodo in cui abitavo a Milano (e qui il Luigi Calisi di un tempo avrebbe cominciato a canticchiare il tema di Concerning Hobbits by Howard Shore) questo è successo tutti gli inverni che ho trascorso lì.
Però è stata ad ogni modo una visione suggestiva.
Anche preludio della probabile retrocessione della Lazie, secondo alcuni, per lo meno così è stato l'ultima volta che è accaduto.
Bene, a quanto pare anch'io per un giorno tiferò Napoli.
Concludo perciò con l'interrogativo bensoniano: figli dei figli, ma di quali fiori?

lunedì 8 febbraio 2010

Zeru tituli, in mente

Rieccomi, ogni tanto riesco a farmi vivo. La mia latitanza per lunghi periodi è una cosa cui ormai alcune persone che mi conoscono bene si sono tristemente (o forse no) abituate. Complice anche la poca ispirazione, torno all'aggiornamento solo ora. In teoria avevo in mente di pubblicare un post ieri sera, sul tardi, in cui esultavo per la vittoria della Roma su di una più che mai agguerrita Fiorentina. Che se mi si permette una banale considerazione, loro hanno dei giocatori proprio forti. 45+1 minuti di terrore nel primo tempo, con Vargas e Marchionni che facevano il buono e il cattivo tempo sulle fasce. Quanto a noi, non sono riusciti ad aver ragione della nostra incrollabile difesa e Vucinic ha decretato la fine dei giochi. Se non siamo la squadra più forte del campionato, siamo quella più in forma; ce dovete sta'. Comunque, dopo questa brevissima parentesi sportiva, con eloggio della Maggica (mi piaceva l'assonanza), una riflessione; questi ultimi giorni ha destato scandalo la dichiarazione di Morgan riguardo il consumo di droghe da parte sua (sai che novità). Ora, mi è bastato vedere lo scalpore generale, per rendermi conto di quanto siamo ipocriti e perbenisti. Non intendo difendere Morgan, peraltro non uno dei miei preferiti, ma si può censurare il diritto che un artista ha di esibirsi, fosse anche Morgan e fosse anche a Sanremo (evento sul quale la mia opinione si sposa con quella di Richard Benson, vale a dire bassa, molto bassa)perché si vuole difendere una decenza morale che è solo di facciata? Perché invece non ci indignamo per altro? E c'è ben altro per cui indignarsi. Che la nostra televisione sia diseducativa è un dato di fatto. A quanto sembra l'unica difesa, per cercare pietosamente di smentire tutto ciò, è il moralismo ipocrita. Questo il mio parere. Parlando d'altro, mi fa molto piacere che anche Stefano legga e commenti e perciò ringrazio. Poi, riguardo le parole di Matteo sull'Agro Pontino, posso rispondere che anch'io, sebbene romano invasore, sono affezionato a quei luoghi, visto che trascorro lì la maggior parte dell'estate, da quando sono nato. E sì, è vero, la vista del promontorio è riappacificante. Peccato che, da buoni centro-meridionali che siamo, non sappiamo valorizzare abbastanza le nostre risorse naturali e mete turistiche.
Infine, vi lascio con il consiglio di ascoltare una perla musicale, per chi non la conoscesse già, ad esempio io l'ho scoperta da poco: Tapparella di Elio e le Storie Tese. Bella musicalmente e il video fa sbragà. Poi loro sono dei signori interpreti.

giovedì 21 gennaio 2010

Malgrado Belgrado, America e Bush



No, nemmeno io sono un titolista. Prendere titoli dai testi delle canzoni è una cosa che mi vedrete fare spesso, sempre che la mia ispirazione non mi suggerisca di meglio e, visto il titolo del precedente post, sarà difficile.

Ovviamente i miei studi giusprivatistici non mi consentono di dedicare molto tempo all'aggiornamento e alla lettura/scrittura dei commenti. Ed io che ho deciso di aprire questo blog nel mezzo della sessione invernale...
Ma non sono comunque mancati momenti degni di nota. Ad esempio, domenica sera, insieme a Jacopo e ai fratelli Livio e Flavio Cacchione, i quali ho avuto il piacere di rivedere dopo molto tempo, abbiamo visto il tanto acclamato Avatar all'Adriano in Piazza Cavour. Complessivamente siamo rimasti abbastanza compiaciuti anche se, almeno nel mio caso, non così strabiliati. La mia conclusione è che questo film debba restare unico nel suo genere. Per spiegarmi meglio: farne un seguito lo distruggerebbe. Ed a proposito, dopo la visione, ci divertivamo ad immaginare i modi in cui, forse probabilmente, questo colossal potrebbe essere, o sarà dissacrato. Pensavamo ad esempio alla trama di un ipotetico sequel, in cui gli eroi del primo capitolo avrebbero dovuto vedersela con gli eventi più assurdi, come la minaccia di invasione da parte di una nuova specie aliena, oppure immaginavamo che i protagonisti avessero creato una famiglia con tanto di figlio sognatore e imprudente, che si caccia nei guai peggiori, rischiando stupidamente la vita, come nella più banale tradizione. Per non parlare della possibile creazione du una serie animata in cui il personaggio principale si serve in ogni puntata del suo avatar per affrontare le minacce provenienti dal nemico, i cui piani, nello stile delle più puerili storie di supereroi, diventano sempre più malefici episodio dopo episodio. Comunque guardare un film in 3D è devastante per la vista.
Parlando d'altro, mi è piaciuto molto il post del Rocca, che credo abbia centrato in pieno qual è l'origine delle discriminazioni religiose e razziali in genere: l'ignoranza verso la cultura e le usanze altrui, grave piaga della nostra società. Giusto un po' di tempo fa rivedevo la nauseante scena del Burghez che spruzzava disinfettante in uno scompartimento di un treno su cui viaggiavano delle nigeriane. Grazie Mattè.
Infine, per rispondere ai commenti della volta scorsa: Luigi, ti stupirà, ma Cuori in Atlantide mi manca. Provvederò a compensare il più presto possibile. Ringrazio Valeria e per il sostegno e per la richiesta di amicizia su feisbùc (è banale, ma mi piace scriverlo così).
Ma vi immaginate quando, ovviamente all'improvviso, uno di noi leggerà "hai 1 richiesta di amicizia" e andando a vedere troverà Luigi Calisi? Pura utopia, ma pensateci...probabilmente quel giorno il mondo finirà.

venerdì 15 gennaio 2010

Il broker di assicurazione sì che è un signor mestiere.


Sì, il broker, questa figura professionale, il cui nome sembra richiamarsi ad attività illegali e criminose (vedi pusher, hacker, fate voi...), ha in realtà il compito di farvi stipulare la polizza assicurativa più adatta alle vostre esigenze e al prezzo per voi più conveniente. Un lavoro perciò nobile e altruista. Ma state tranquilli, non è questo il tema del post; è solo che cercavo un titolo d'effetto e dopo ore di studio questo è quello che passava in convento. Ecco qui il primo vero post del blog. Blog che poi non è veramente il primo che ho aperto. In effetti, se vogliamo dirla tutta, un primo, patetico tentativo lo feci almeno quattro anni fa, creando un windows live space su msn...ovviamente un fallimento, cosa poteva produrre la mente di un sedicenne che aveva da poco cominciato ad utilizzare internet (sì, perché, ci crediate o no, ho trascorso gli anni delle medie più il primo superiore senza collegamento)? Infatti ha conosciuto la morte qualche mese dopo l'apertura. Unico mio merito era stato pubblicarci, tramite media player, Ever Dream dei Nightwish.
Comunque, ho letto il post di Luigi e devo dire che sono rimasto più che mai colpito dal terzo punto, dove si parla della pari dignità delle minoranze rispetto alle maggioranze e della loro legittimazione. E'una bella riflessione perché non è per niente scontato. Però potrebbe, almeno per come la vedo io, alimentare un dibattito sul rischio che l'identità culturale e spirituale dei gruppi più piccoli possa essere per così dire "inglobata" dalle culture dominanti, un po' come succede nella vita reale, solo molto più rapidamente.
Certamente internet rispecchia la nostra società, ma le dinamiche della rete sono diverse e decisamente più veloci.
Ultimamente ho cominciato a leggere "The Dome" di Stephen King, regalatomi per Natale. Dai primi capitoli ho avuto l'impressione che il suo stile sia decisamente cambiato. Non so se qualcuno di voi ha avuto modo di leggere qualcuno dei suoi innumerevoli romanzi, ma sembra che abbia drasticamente ridotto la dose di suspense che caratterizzava le sue opere più famose. Che anche lui si sia adattato al gusto odierno, che pretende tutto e subito? Ma mi rendo conto che è troppo presto per giudicare, sono solo alle prime pagine.
Ad ogni modo, voglio ringraziare gli altri blogger per gli auguri per il futuro e per la fiducia che mi hanno concesso.
Spero proprio di non deludere le loro aspettative.

mercoledì 13 gennaio 2010

Ebbene sì!

Alle diverse esortazioni, ho risposto che avrei aspettato ancora, che non ero veramente convinto...ma è stato più forte di me. L'atmosfera di novità e coinvolgimento che ha investito il mondo dei blog mi ha trascinato. Ho pensato che in questo periodo la mia ispirazione avesse raggiunto il punto giusto per farmi cominciare questa attività, da noi così tanto amata, da essere spesso l'unico motivo che ci porta ad accendere i pc. Ma adesso che il sasso è stato lanciato, come continuare? Io non sono certo in grado di servirmi degli artifici letterari che rendono virtuoso un blogger come Matteo Roccarina, né tantomeno possiedo la straordinaria capacità critico-analitica del Calisi. Diciamo che è prima di tutto una sfida personale, come forse è già stato per qualcuno, una bella sfida, perché io non penso che oggi come oggi riesca sempre facile raccontarsi, condividere un pensiero, una riflessione. Mi piace l'immagine del funambolo, che non è solo un riferimento alla canzone dei Ratti, ma esprime proprio il senso di questa sfida, che è quello di riuscire a trasmettere qualcosa, fosse anche stupore o addirittura turbamento, semplicemente rimanendo in equilibrio, raccontandosi, mostrandosi; insomma facendo qualcosa che, almeno all'apparenza, viene naturale.
Certo, questo forse è il filo conduttore è quello di tutti gli altri blog, altrimenti che senso avrebbe parlare di falsariga?
Questa è una breve premessa...speriamo di prenderci la mano e, per rimanere nel manzoniano, se riuscissimo ad annoiarvi, crediate che non lo si faccia apposta...

P.S.
Un altro motivo importante che mi ha spinto è quello di vedere se e come sarei stato linkato dal Rocca. Come ho già detto a qualcuno, una ragione più che valida per aprire un blog!